USRC: chiedere lecito, rispondere cortesia

quesiti inevasi

5 dic. 2013

Il 10 settembre scorso (tra poco saranno trascorsi 3 mesi) il Comitato dei Presidenti di Consorzio di Barisciano e Frazioni, che riunisce oltre 50 presidenti, ha sottoposto una serie di quesiti all'ufficio che ha il compito, almeno sulla carta, di coordinare la ricostruzione nei comuni del cratere, l'USRC.

Il 3 ottobre scorso (sono trascorsi 2 mesi) il Comitato sollecita sommessamente una risposta da parte dell'USRC.

Tra i vari quesiti, ritenuti dai proponenti tutti fondamentali per poter applicare le diverse procedure a contorno della ricostruzione, figura il seguente:

"In molti aggregati sono presenti edifici classificati A (oppure B già oggetto di recupero) che hanno in comune mura portanti con edifici classificati E. Tali condizioni sono purtroppo frequenti e, tralasciando la correttezza di tali esiti e la condizione abitativa di chi è tenuto a risiedere quotidianamente in abitazioni dichiarate agibili nonostante l'intero aggregato non lo sia, ci si chiede come trattare tali abitazioni, i loro abitanti ed il contenuto nel suo insieme (arredi) nel momento in cui occorrerà intervenire con lavorazioni di rinforzo strutturale sulle parti comuni. L'assenza di procedure e chiare indicazioni sulle modalità e risorse per far fronte alle esigenze di chi, durante la fase dei lavori, è costretto a lasciare la propria abitazione pone sia i proprietari sia i Presidenti di Consorzio in grave difficoltà;"

Una domanda chiara, diretta, posta in modo cortese e che riguarda una casistica tutt'altro che rara capace di portarsi dietro problemi pratici ma anche risvolti di carattere sociale.

Ciò nonostante ad oggi l'efficentissimo, almeno sui comunicati stampa autoprodotti, ufficio per la ricostruzione dei comuni del cratere tace. Neanche un laconico "non disturbate il manovratore".

Nessuna cortese risposta, evidentemente, si vuole concedere ad un organismo che, da solo, rappresenta gli interessi legittimi di non meno di 250/300 famiglie che attendono, anche attraverso l'attività dei presidenti di consorzio designati, di vedere ricostruita la propria abitazione.

E se l'USRC dovesse persistere in questo imbarazzante silenzio che cosa bisognerà fare?

Può darsi che almeno a questa domanda l'USRC sia in grado di fornire una risposta, magari prima che la ricostruzione giunga al termine o peggio che la pazienza si affievolisca.

Walter Salvatore

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